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Concorso Internazionale di poesia Olympia Città di Montegrotto Terme 2005
V edizione

Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2005
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – Clicca qui per vedere l’antologia

Premiazione – Si è tenuta all’Hotel Terme Olympia di Montegrotto Terme sabato 10 settembre 2005 alle ore 18.
Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

Il Cenacolo dei Poeti Euganei rende note le valutazioni effettuate dalla Giuria della quinta edizione del Concorso Internazionale di poesia Olympia Città di Montegrotto Terme Sezione Speciale Poesia Donna, composta da Paolo Carniello (presidente), Enzo Moretto, Lucia Palmarini (giornalista), Leonardo Ruzzante, Sandro Bianda (giorn.), Gianfranco Marcadella, la quale dopo attenta valutazione delle opere pervenute è giunta alla conclusione di premiare le seguenti opere:


  • 1° class: Franco Fiorini di Veroli (FR) con “E un altro giorno accadde”.


Vince Targa Hotel Terme Olympia – Euro 500,00 offerte dall’Hotel Terme Olympia di Montegrotto Terme – Pubblicazione di un libro di 32 pagine di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it. Inoltre il premiato sarà ospite gratuito dell’Hotel Terme Olympia per un pernottamento e un pasto (pranzo o cena del sabato)


  • 2° class: Stefano Tonelli di Milano con “L’eclissi”.


Vince Targa Hotel Terme Olympia – Pubblicazione di un libro di 32 pagine cucito con punto metallico di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it.


  • 3° class: Fabio Riccardi di San Martino Siccomario (PV) “Ludovica”.


Vince Targa Hotel Terme Olympia – Pubblicazione di un quaderno di 32 pagine di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it


  • 4° class: Maricla Di Dio di Calascibetta (EN) con “Mi ascolto”.


Vince la pubblicazione di un quaderno di 16 pagine di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it.


  • 5° class: Rosa Maria Corti di Lenno (CO) con “Sui passi di Klingsor”.


Vince la pubblicazione di un quaderno di 16 pagine di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it.


  • 6° class: Giampaolo Merciai di San Marcello (PT) con “Occhi di luce”.


Vince la pubblicazione di un quaderno di 16 pagine di cui gli verranno assegnate 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it.


  • 7° class: Marina Canal di Mestre (VE) con “Mi nascondi il tramonto”
  • 8° class: Domenico Luiso di Bitonto (BA) con “Dei giorni bianchi il costeggiare lento”
  • 9° class: Pietro Catalano di Roma con “Un istante prima”
  • 10° class: Giulia Borroni di Castellanza (VA) con “Miraggio”


Dal 7° al 10° classificato vincono Attestato di merito – Pubblicazione della poesia vincitrice sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it


Sezione Speciale Poesia Donna


  • 1° class. Daniela Raimondi di Londra (UK) con “Il sole del mattino”.


Vince Trofeo Donna Hotel Terme Olympia – Attestato di merito – Pubblicazione della lirica premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it – La vincitrice del Trofeo Donna Hotel Terme Olympia sarà ospite gratuita dell’Hotel Terme Olympia per un pernottamento e un pasto (pranzo o cena del sabato)


Segnalazione della giuria con attestato di merito ai seguenti autori:


  • Massimo Palladino di Cazzago (VE) con “La donna della laguna”
  • Giorgio Dei Rossi di Mestre con “Silvia” e “Cammino”
  • Elena Guidi di Vizzolo Predabissi (MI) con “Chimere diuna vita”
  • Serena Panaro di Acqui terme (AL) con “Acquerello”
  • Emma Mazzuca di Latina con “Un giorno” e “Vivendo”


PREMIAZIONE – Si è tenuta all’Hotel Terme Olympia di Montegrotto Terme sabato 10 settembre 2005 alle ore 18.

Opere vincitrici

1° class: Franco Fiorini

E un altro giorno accade

È lunga la notte d’ospedale
e dura la sedia
al capezzale di mio padre.
Stemperano il buio
incerte sagome di letti
tra un rantolo sospese
e una bestemmia.

Respira forte il mio vecchio
&endash; due polmoni di catrame
rubato una vita all’asfalto delle strade &endash;
perso lo sguardo alla memoria
di mille primavere
dal tempo sfiorite una stagione
come il giugno di ginestre alle colline.

Tornava a sera mio padre
il sole dell’estate sulla pelle
l’ombra di luna su fieni di trifoglio.
Quanti ritorni sorpresi sulla soglia
a colmare lunghe attese di tramonti…
Era il gigante dalle spalle grandi
le mani gonfie fattesi carezza
erano piccole braccia appese al collo
poi erano soltanto sogni belli.

Respira forte il mio vecchio
ancora una battaglia dopo tante
salda la grande quercia alle radici
ultima difesa al vento del destino.

Dalle finestre l’alba
getta fasci di luce nella stanza
spianando solchi di rughe sulla fronte.
E un altro giorno accade al mio presente.


2° class: Stefano Tonelli

L’eclissi

Volava alto e lontano il mio sguardo,
pur nelle quiete more dell’infanzia,
sitibondo di vita e di ebbrezze giovanili,
come un cavallo su un’altura, fremente
a sottomettere il vasto verde.

La tarda primavera schiudeva
dolci fragranze di fiori che
risvegliavano appetito ai miei sensi,
l’oscurità a me amica
non regalava però parole
ma solo fantasmi
per vivere i sogni di giovane adulto.

Vivevo sensazioni presenti e future,
certo che presto sarei entrato
nella foresta, assaporando ogni
suo frutto, fiore e foglia,
giocando a piedi nudi sul prato.

Poi un osceno pianeta maligno
irruppe spegnendo odori e sogni
e a testa bassa fui schiavo di paure
e infinite cure e timori.

Oppresso e gravato dal buio
e dalla nebbia ormai nemici,
procedevo blindato,
ma la vita non sentiva più
il suo dolce ebbro sapore di prima.

Ancora oggi sono cieco
per quell’eclissi.


3° class: Fabio Riccardi

Ludovica

Come una vecchia e affascinante signora
la piazza antistante all’orgoglioso Duomo
è un grigio e vigoreggiante manto di seta.

La piazza sa essere candida
nel suo affanno remoto
e ospita un bambino che apre i suoi sogni
sulle ali di un aquilone.

Mormorando l’eleganza di una geisha
l’aquilone sembra un germoglio vivo
nel sole che svanisce allontanando l’oriente.

Libero vola l’aquilone fino al limite del mondo
in equilibrio sui miei pensieri per te
sciolti in questo inverno strappato alla terra
e rincorso da gomitoli di vento confuso e affranto.

Come vorrei l’assenzio del mio cuore
stringere tra le mani e mutare in calice di passioni leggere
da addolcire per le tue labbra.

Vola l’aquilone eludendo il mio controllo
ed il bambino scalzo lo rincorre
sparendo oltre le vie che portano a casa tua.

I gesti dei passanti volano iridati
mentre si adornano della carismatica essenza
di ogni tuo passo sulla terra.

Accoglimi come se fossi
il cielo buio che si nasconde sotto l’oceano
e fammi lievitare donandomi i colori
che accolgono i tuoi respiri beatamente infuocati.


4° class: Maricla Di Dio

Mi ascolto

Gli occhi pieni di vento
non permettono rosari di stelle
così nel vagito della notte
mi ascolto
Lascio che parli alito di pensiero
tessendo
muti verbi d’altri mondi
Parlo con note adunche
sbranando memorie
Accendo voli per remoti asili
... Asili?... come se avesse nido il pensiero
o calda tana sotto croste di luce!
No. Nessun tetto lo copre
Si raggira per ineffabili torri
nudo viandante
libero
solo
Sfiorerà petali di fiori d’aria
berrà fonti d’acqua salmastra
percorrendo viottoli di more stantie
Ho la volontà del bucaneve
sbucato sotto un’alba primordiale…
... Straccerò le parole smesse
come pergamene imputridite…
Ma se tutto è stato già detto…
Che rimane, di me? Di te?
... forse… sì... Forse parlerò domani
anche di te. Adesso chiudo il sipario
sulla mente sfibrata
Dormirò tra le quinte
nell’ispida radice del tempo
Ora è già tardi.
La notte, smuore.


5° class: Rosa Maria Corti

Sui passi di Klingsor

La voce del vento mi porta
storie che sono state
in questo viottolo tenebroso
che non vede mai il sole,
su questi scalini calpestati,
ammuffiti, smarriti.
Qui tra un ciuffo di malva
e poca erba ingiallita
una pallida luce rischiara
vecchie mura intristite.
Fredda e muta è la cenere
ma nel fuoco dei miei pensieri
rivive la fatica di castagne
biascicate fra ricordi e rimpianti.
Un vecchio canterano
racchiude di scena costumi
che hanno vestito sogni
ormai da tempo scoloriti,
opachi ottoni che hanno ritmato
speranze ormai avvizzite.
La voce del vento mi porta
un grido: è solo la mia voce
impotente di fronte al tempo
che scorre sempre uguale,
inesorabilmente. Fuori dall’ombra
anche la piazza all’improvviso
sembra gridare nel sole bianco.
E ritrovo di Klingsor i passi,
il muro dipinto di rosa e di giallo,
i fiori azzurri, rossi e il pappagallo.
Come un miraggio la Regina rossa
che del mago poeta ripete mesta
le note parole: “Tutto muore.
Solo l’eterna Madre resta”.


6° class: Giampaolo Merciai

Occhi di luce

Il ponte barcolla
se il vento che spoglia i castagni
rompe il silenzio chiuso nella mia ombra.
Ho fame del tuo pane, Occhi di luce.

Il falco, nell’aria imbalsamata
di un inverno che non concede tregua,
allarga le sue ali senza far rumore.
Alberi lontani parlano coi lupi
in una notte senza luna.
Il canto del gallo
chiama il sole nel mattino che brina
e, ad ogni canto,
la mia voce si fa più antica.
La pioggia, cancella
le macchie bianche della neve
rimaste come coriandoli nei fili d’erba,
il sole, prigioniero delle nuvole
che nascondono San Vito,
scenderà nel giardino degli abeti
cancellando i graffi della memoria.

Magico è il giorno
sulla terrazza di perle
appena cadute dal mare dell’Amore;
conserva il tuo sorriso, Occhi di luce.
Dalla finestra vedo la strada che sale.
Papaveri rossi sul davanzale del tuo cuore
apriranno la valigia della primavera
e la tua luce,
che fa vibrare ogni piega della mia anima,
illuminerà questa stanza.


7° class: Marina Canal

Mi nascondi il tramonto

Spegni questa musica lieve
che toglie estensione
al respiro interiore,
avvolgiti con me nello spazio vuoto:
è il luogo dell’anima
che si interroga.

Da lungo tempo sono in ascolto:
ho aggredito, maltrattato senza pietà,
spogliato la bambina che ero,
l’ho lasciata nuda e inerme
ricoperta di strato scivoloso
e imprendibile
fino a quando,
spezzandone il tronco,
ne ho visto la linfa.

Ora affido al tuo sguardo
l’anima così denudata
ma tu non sai leggervi,
non riconosci il tempo
del nutrimento.
È come tepore di pietre
intorno a un camino già spento
la voce della tua anima,
come cinta di ferro
l’aria che respiri.

Ormai so, non è presso te
che trovo gemellanza,
eppure resto a guardare
aspettando nuove faville.
Ed è sempre gioia
il tremore che preme sottile in petto,
quando appoggiato
al mio corpo mi nascondi il tramonto.


8° class: Domenico Luiso

Dei giorni bianchi il costeggiar lento

Dei giorni bianchi il costeggiar lento
lungo le rive non lambite
il canto
delle stagioni naviganti il vuoto
dissolto il gelo nei crepacci
il caldo
che non si stampa sulla pietre
e l’ombra
di un sole secco di campane
e suoni
senza l’arpeggio delle distinzioni

noi conoscemmo tutto e non chiediamo
il tempo dopo il tempo e un’acqua nuova

temiamo forse le risposte o siamo
vessati dall’assenza di risposte

non trilleranno le ali alle cicale
fatte di gesso all’incessante pianto
senza risposte d’echi dei perdenti
e al sangue che cementa i nostri rovi

se tu mi ascolti chiuso nella torre
di carne magra con le volte esangui
sappi che non ho più domande in gola

le ho murate tra le connessure
di questa casa senza vetri
per paura
che al giorno bianco che lontano scorre
possano fare segni di richiamo.


9° class: Pietro Catalano

Un istante prima

Quel giorno il sole bruciava
l’erba assetata di piogge
che dissolvono l’afa
negli spazi del cielo grigio,
e le ombre s’incontravano
lungo linee diritte
a disegnar paure di antichi anfratti.
Fu il solco che separò
la notte dall’alba,
pagine bianche di un libro
già scritto ma non letto,
oltre la luna il sole si nascose,
ed il grano cessò di maturare
per le stagioni distorte
e s’arrese alla gramigna risorta;
forse lo sgomento
del futuro già presente
svelava realtà concepite
nelle notti d’inverno,
sotto coperte intrecciate
di lane grezze soffocavano
i lamenti delle viscere,
ma la mente si ribellava
ai sogni infranti,
quasi il domani s’allontanava
lungo argini indefiniti,
l’acque che bevevo
erano lacrime mie.
Un istante prima
di gridare il mio nome
stringesti forte la mano
a legare per sempre
le radici col tempo infinito,
padre mio!


10° class: Giulia Borroni

Un istante prima

Quel giorno il sole bruciava
l’erba assetata di piogge
che dissolvono l’afa
negli spazi del cielo grigio,
e le ombre s’incontravano
lungo linee diritte
a disegnar paure di antichi anfratti.
Fu il solco che separò
la notte dall’alba,
pagine bianche di un libro
già scritto ma non letto,
oltre la luna il sole si nascose,
ed il grano cessò di maturare
per le stagioni distorte
e s’arrese alla gramigna risorta;
forse lo sgomento
del futuro già presente
svelava realtà concepite
nelle notti d’inverno,
sotto coperte intrecciate
di lane grezze soffocavano
i lamenti delle viscere,
ma la mente si ribellava
ai sogni infranti,
quasi il domani s’allontanava
lungo argini indefiniti,
l’acque che bevevo
erano lacrime mie.
Un istante prima
di gridare il mio nome
stringesti forte la mano
a legare per sempre
le radici col tempo infinito,
padre mio!

p=. Sezione Speciale Poesia Donna


1° class. Daniela Raimondi

Il sole del mattino

Il sole del mattino era un dono semplice,
un segno d’amore fra le strade.

Ricorda il bacio d’inverno
che hai lasciato nel palmo della mia mano,
il profumo di lago che ci fioriva sulle dita.

Non è bastato il tempo del silenzio
né il passo incerto di chi non sa leggersi nel cuore.
Bisogna rieducare gli alberi adesso
e i chicchi di grano, e il rumore delle foglie.
Bruciare amuleti in un cerchio di fuoco,
partorire giorni nuovi
con la bocca piena del tuo nome.

Mi riconoscerai da in cima alle scale,
dal volto teso, dalle mie braccia nude.
Slegherai le scarpe e i miei capelli.
Mi ungerai una croce sulla fronte
e là, dove sboccia il piacere.
Dove si fonde il sogno
la pietra
il nulla.


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